Come è nata LEGO Architecture: un architetto di Chicago e una Sears Tower da 1.250 copie
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L'11 settembre 2001 Adam Reed Tucker era un architetto di Chicago. Pochi anni dopo era l'uomo che avrebbe convinto LEGO a vendere grattacieli in scatola agli adulti. In mezzo ci sono una tragedia, una montagna di mattoncini e un set che oggi i collezionisti pagano a peso d'oro.

Dal lutto ai mattoncini
Tucker si era laureato in architettura nel 1996 alla Kansas State University. Dopo gli attacchi alle Torri Gemelle si accorge di una cosa: la gente guarda i grattacieli con timore, li trova distanti, quasi minacciosi. Lui decide di raccontarli in un modo che non spaventi nessuno: con il LEGO.
Comincia a costruire modelli enormi di edifici famosi, tra cui proprio il World Trade Center. Niente computer, niente disegni, niente colla: solo fotografie e mattoncini, montati a occhio. L'idea è semplice: un materiale giocoso per rendere l'architettura meno intimidatoria e spiegare come stanno in piedi quei giganti.
L'incontro con Billund
Nel 2006 Tucker incontra i dirigenti LEGO a un evento sulla costa est degli Stati Uniti e nasce la collaborazione. Il risultato arriva nel 2008: il set 21000 Sears Tower, 69 pezzi a 19,99 dollari, insieme al gemello 21001 John Hancock Center. Due grattacieli di Chicago, ovviamente: si gioca in casa.
I puristi storcono il naso, perché sono quasi tutti mattoncini neri impilati. Ma il pubblico adulto capisce subito il messaggio: non è un giocattolo, è un souvenir da scrivania, con tanto di libretto sulla storia dell'edificio.
Il colpo di scena: il primo non è il 21000
Ecco la parte che fa brillare gli occhi ai collezionisti. Prima della linea ufficiale, la stessa Sears Tower esce con il marchio Brickstructures, la società fondata da Tucker: set 19710, 68 pezzi, tiratura limitata di 1.250 copie. Oggi Brickset e BrickEconomy ne stimano il valore da nuovo tra i 900 e i 1.200 dollari circa.


Immagini ufficiali LEGO, via Brickset
E non è finita. Il 16 luglio 2009 il grattacielo cambia nome e diventa Willis Tower. LEGO si ritrova con un set intitolato a un edificio che, sulla carta, non esiste più. Soluzione: nel 2011 arriva il 21000-2 Willis Tower, identico al primo tranne la targhetta col nome. Stessi mattoncini, nuova scatola e una variante in più da cacciare.
Il completista, quindi, di Sears Tower ne deve avere tre: quella da 1.250 copie, quella "Sears" e quella "Willis". Il grattacielo vero, intanto, è rimasto alto uguale.

Da Chicago al mondo
Dopo Chicago arrivano Empire State Building e Space Needle, poi il Guggenheim e la Fallingwater di Frank Lloyd Wright, e nel 2011 il primo set fuori dagli Stati Uniti, il Burj Khalifa. La linea nata da un architetto che voleva farci smettere di temere i grattacieli ha finito per farceli mettere sulla mensola.
Voi avete un Architecture in vetrina o siete del partito "sigillato in armadio"? E quale grattacielo vorreste vedere in mattoncini?
👉 Se vi è venuta voglia di uno skyline da scrivania, fate un giro tra i set LEGO Architecture.
Fonti: LEGO.com, storia di LEGO Architecture · LEGO.com, la storia del tema · Smithsonian Magazine · Smithsonian Magazine (Architecture Studio) · South China Morning Post · VOA · Washington Post · Architectural Record · Brickset 21000-1 · Brickset 21000-2 · Brickset 19710-1 · BrickEconomy 19710 · NPR · CNN